sabato 19 giugno 2010
Derubavano cadaveri, orrore a Genova
GENOVA
Avrebbero rubato monili, protesi ortopediche e denti d’oro alle salme riesumate dopo la sepoltura ventennale, ma anche pregiati arredi di marmo delle tombe al cimitero monumentale di Staglieno a Genova: all’attenzione dei carabinieri della compagnia Portoria è finito un gruppo di dipendenti comunali, sembra, quattro tumulatori e tre ispettori compiacenti, che avrebbero fatto dello sciacallaggio un vero e proprio business.
I nomi delle persone sospettate sono contenuti in un’informativa preliminare arrivata in questi giorni sulla scrivania del magistrato che coordina l’inchiesta, il pm Vittorio Ranieri Miniati, che tuttavia non li avrebbe ancora iscritti sul registro degli indagati. L’indagine, che si trova ancora in una fase embrionale, avrebbe preso le sue mosse da una denuncia anonima, ma molto circostanziata, arrivata alla stazione di Portoria (nel centro cittadino) in cui si spiegava che le razzie avvenivano nella sala lavori del cimitero. I furti sarebbero avvenuti infatti nel momento della riapertura delle tombe, in particolare quelle di famiglia, per l’ispezione ventennale, e per il conseguente trasferimento negli ossari o nei settori di Staglieno con le urne cinerarie. I resti dei cadaveri sarebbero stati così depredati di tutto ciò che potesse fruttare denaro, dai gioielli ai denti d’oro, alle protesi ortopediche. I materiali sarebbero stati poi nascosti in loculi o in armadietti, in attesa di essere rivenduti. E il traffico sarebbe andato avanti per anni.
I reati ipotizzati sono quelli di peculato, vilipendio delle sepolture e delle salme, appropriazione indebita, distruzione, soppressione o sottrazione di cadavere. Commentando la vicenda, il direttore generale del Comune di Genova ha affermato: «Nei mesi scorsi anche il mio ufficio ha fatto delle segnalazioni, ma le presunte razzie ai cadaveri non mi colgono di sorpresa. Questi lavoratori, sempre a contatto con la morte, e addetti ad un’attività ritenuta socialmente poco qualificante, sono soggetti ad un abbrutimento psicologico. Quanto accade è sintomatico di uno stress che può sfociare in una devianza o in una depressione».
Tanto che l’amministrazione, che nei mesi scorsi aveva avviato un’inchiesta amministrativa interna, sta mettendo mano alla riorganizzazione dei servizi cimiteriali ed è orientata ad una «rotazione del personale» e ad un «monitoraggio medico dello stato psichico degli addetti».
E il filone sugli sciacalli di tombe si intreccia ora con un’altra inchiesta, quella sulle presunte mazzette, pagate dai parenti dei defunti per velocizzare l’iter delle tumulazioni, sempre nel cimitero monumentale di Genova.
Fonte: La Stampa.it
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